Il Potere che è in Te

consigli per il miglioramento personale e la crescita spirituale

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Vivere nel presente – Dai un nome alle cose

Pubblicato da Uroboro su Maggio 4, 2009

Vivere nell’Adesso, nel momento presente sembra una cosa ovvia ma in realtà non è così semplice come sembra. Ed è invece realmente importante, perchè la nostra vita è qui, ora, nel presente, non nel futuro o nel passato. Come diceva non mi ricordo più chi, “La vita è quella cosa che ci capita addosso quando siamo impegnati a fare altre cose”.

Mi permetto allora di dare qualche suggerimento in merito: si tratta di semplici esercizi, da mettere in pratica quando e come si preferisce. Sono semplici, ma potenti, chiunque può farli senza alcun impegno, e aiutano veramente a rimettere l’attenzione su quello che siamo qui ora ed adesso, ci aiutano insomma a riscoprire la vita proprio nel momento in cui stiamo vivendo.

Esercizio 1 – Dai un nome alle cose

Questo esercizio è il più semplice di tutti. Può essere fatto dovunque e in qualunque occasione.

Con calma e tranquillità, decidi di fare l’esercizio e fermati, smetti di fare quello che stavi facendo.

Fai qualche respirazione profonda e guardati attorno. Guarda le cose, per quello che sono e come si presentano.

Guarda ogni singola cosa, ogni oggetto, pianta, animale, persona, immagine, insomma qualsiasi cosa ti capiti di vedere e dalle un nome. Non fermarti su questa cosa o quell’altra. Se ti viene in mente qualcosa di importante, di’ a te stesso che ci tornerai dopo, passa alla prossima cosa che vedi e dalle un nome.

Continua così per un paio di minuti o anche più, se ti va, e poi ritorna a fare quello che stavi facendo prima.

Probabilmente noterai che la tua mente è più fresca e presente.  Che cosa è successo? Semplicemente, hai ripreso contatto con l’universo attorno a te, mettendo l’attenzione sull’ambiente sul quale non avevi.

Questo esercizio rientra in quegli esercizi che portano a percepire la realtà per quello che è senza passare per i filtri della nostra mente. Quando ti fermi e guardi attorno a te in genere la mente può fare due cose: o continuare a pensare a quello che stavi facendo (e quindi in realtà non ti sei fermato e la tua attenzione continua ad essere sulla tua attività) oppure rovesciarti addosso una serie di pensieri  dei più svariati tipi e sui più svariati argomenti che ugualmente ti distraggono dalla percezione corretta della realtà.

Dare un nome alle cose significa concentrarsi sul singolo oggetto che fa parte della realtà esterna e iquesto n qualche modo far star zitta la tua mente e il suo incessante chiacchierare. Non è una cosa da poco. Questo esercizio infatti, se praticato regolarmente e con costanza, può diventare una forma di meditazione alquanto potente.

Non mi ricordo dove o da chi ho imparato quest’esercizio, mi dispiace di non poter dare indicazioni precise. Comunque, per saperne di più sulla questione del tempo presente, puoi vedere questo post e l’articolo di Remez Sasson.

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Ancora su sviluppare forza di volontà ed autodisciplina

Pubblicato da Uroboro su Marzo 1, 2009

In un commento all’articolo di Remez Sasson Svilluppare forza di volontà e autodisciplina, una lettrice mi parla del problema dell’autoindulgenza e dice: “…purtroppo per me l’autodisciplina è in alcuni momenti un’impresa difficilissima, sebbene abbia in alcune situazioni, grazie all’autodisciplina, ottenuto grandi risultati, ma purtroppo sono a volte molto incostante, autoindulgente e autocompiacente …”.
Voglio riportare parte della risposta che ho inviato perchè forse potrebbe essere utile anche a qualcun altro

“…

Provo a rispondere sulla questione dell’autoindulgenza. Io credo che il problema dell’autodindulgenza consista nel fatto che spesso viene vista come un comportamento (o un atteggiamento, o una condizione) a sé stante, e quindi noi affrontiamo l’autoindulgenza in quanto tale, come una singola negatività  a sè stante, slegata dal contesto generale.Spesso però l’autoindulgenza non è altro che uno degli aspetti della nostra resistenza al cambiamento.

Cerco di spiegarmi: intraprendere una qualsiasi attività di miglioramento comporta (ovviamente, altrimenti non sarebbe miglioramento!) il cambiare idee, atteggiamenti, comportamenti ed abitudini. C’è però una parte di noi che NON vuole cambiare, che vede il cambiamento come una minaccia e quindi crea una resistenza al cambiamento -resistenza spesso inconscia ma sempre presente quando vogliamo cambiare qualcosa in noi. Che cosa sia questa parte di noi che non vuole cambiare  non ha importanza, il discorso sarebbe lungo e piuttosto complesso, così come lungo e complesso sarebbe il discorso sulle varie forme che può assumere questa resistenza.

Comunque, l’autoindulgenza è una di queste forme di resistenza e se noi non capiamo questa cosa rischiamo di affrontare il problema sbagliato, cioè di combattere l’effetto (l’autoindulgenza) e non la vera causa (la resistenza). Finchè non capiamo cosa c’è dietro l’autoindulgenza, proveremo a combatterla con la repressione, lo sforzo, l’autoimposizione pesante e forzosa di regole e comportamenti, tutte cose che comunque nella stragrande maggioranza dei casi sono destinate a fallire.

Quando l’autoindulgenza è resistenza al cambiamento, la cosa migliore è gestire il cambiamento, rafforzare il cambiamento. Alcuni personalissimi consigli che possono essere utili in qualsiasi attività di cambiamento o miglioramento personale e che aiutano ad affrontare le resistenze (autoindulgenza compresa):

  1. affronta una cosa alla volta: con tutti i nostri difetti, con tutte le cose che vogliamo cambiare è facile perdersi e non arrivare da nessuna parte. Scegliti uno specifico obiettivo (es. portare a termine un esercizio) e lavora su quello finchè non senti di essere a posto su quella cosa specifica (ma stai attenta al punto 2)
  2. scegli almeno all’inizio obiettivi anche minimi ma raggiungibili: non partire subito con grandi obiettivi tipo “voglio fare meditazione 3 ore al giorno, dalle 5 alle 8 di mattina”,”voglio dimagrire di 25 chili”, “voglio essere capace di amare l’intero universo” o roba del genere. Sii onesta e pratica:  una sola anche minima vittoria sulle nostre abitudini o un solo anche infinitesimale cambiamento nel nostro modo di agire o di pensare ha infinitamente più valore di centinaia di grandi tentativi mai portati a termine. Raggiungere piccoli obiettivi è comunque cambiare, e la velocità del cambiamento (e la sua potenza) aumenta col numero di obiettivi raggiunti, o meglio col numero di vittorie che hai ottenuto sulla tua resistenza al cambiamento. E’ esponenziale: più vittorie hai (proprio in termini numerici) più sarai in grado di affrontare grandi problemi e raggiungere grandi obiettivi.
  3. prendi la cosa come un gioco con te stessa, felicitati delle tue vittorie e ridi delle tue sconfitte;  può essere utile tenere un “diario di bordo” su quello che fai e su come sono andate le cose: prendi nota delle vittorie ottenute, scrivile descrivendo anche le tue emozioni, cosa hai sentito e provato nel momento in cui hai sentito di aver raggiunto l’obiettivo che ti eri proposta e ogni tanto rileggi queste tue vittorie. Non indulgere su sconfitte o considerazioni negative: se vuoi scrivere anche queste, trattale con distacco, come riguardassero un’altra persona e soprattutto assicurati di mettere in evidenza il fatto che comunque sono solo temporanee e che le supererai. Tenere un diario di bordo è anche utile perchè diventa un po’ la bandiera che non ti permette di dimenticare che sei sulla strada del cambiamento e che STAI cambiando; tieni conto però che un diario non deve diventare un obbligo: scrivici solo quando hai voglia, considera un gioco anche questo, senza problemi.

…”

Certo ci possono essere altri modi di affrontare la resistenza al cambiamento e le sue manifestazioni (ad es. tecniche di affermazioni o EFT o altro ancora) ma quanto detto sopra secondo me ha un valore generale, e viene prima dell’applicazione di questa o quella tecnica

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La testa del genio

Pubblicato da Uroboro su Febbraio 8, 2009

Sei un artista o hai qualche hobby artistico? Ti piacerebbe scrivere come Hemingway, dipingere come Monet o suonare come Paganini? O magari vorresti avere l’acume politco di Machiavelli, la creatività di Edison o la volontà di Alfieri? Più semplicemente, ti piacerebbe essere come il tuo capoufficio che trova sempre la soluzione giusta per qualsiasi problema? Oppure essere come quella tua amica che invidi perchè è sempre sicura di sé, elegante e piena di fascino in ogni occasione?

Bene, questo è un gioco che ti può essere utile. Lo chiamo gioco perchè è divertente da fare e perchè non va preso troppo sul serio: se lo prendi troppo sul serio, semplicemente non funziona. In realtà è una tecnica molto nota in PNL, e si chiama “La testa del genio” o anche “Model thinking” -se proprio ci tieni ;-)

Consiste nell’ assumere -temporaneamente- le capacità e le caratteristiche di una data persona che tu vorresti essere o diventare e che è considerata un genio o comunque un’autorità nel settore che ti interessa, qualsiasi esso sia, dall’arte alla tecnica alla scienza o altro ancora. Come ripeto,è un gioco, ma non è solo un gioco, e in effetti può dare risultati incredibili.

Ecco come fare:

1. Fatti un’immagine precisa del genio di cui vuoi condividere le capacità. Può essere una persona reale, che esiste o è esistita veramente: un grande scrittore, un grande pittore, un grande politico, un esperto di economia, quello che vuoi, a seconda di quello che ti serve; stai solo attento che sia una persona per la quale nutri anche “affetto” oltre che stima: non prendere come modello  qualcuno di cui riconosci le capacità ma che nel contempo detesti, ti assicuro che non staresti bene nella sua testa…

2. Mettiti comodo e -se sai come fare- vai un po’ in stato alfa, oppure semplicemente mettiti comodo, chiudi gli occhi e immagina te stesso (da solo)  in un posto meraviglioso,  un posto che esiste veramente o anche immaginato, un posto comunque sicuro e tranquillo, dove stai bene e ti senti completamente a tuo agio. Può essere una spiaggia, un bosco, un castello, quello che va meglio per te

3. Descrivi ad alta voce questo posto, descrivi anche quello che percepisci, che ne so, può essere il tepore del sole, il rumore delle foglie, qualsiasi cosa. Lascia che il tuo flusso di visualizzazione scorrea liberamente e continua a descrivere il luogo ad alta voce e con più dettagli possibili

4. Immagina ora che arrivi il genio che vuoi diventare e che si avviciini a te sorridendo. Descrivi ad alta voce il genio mentre viene sempre più vicino a te e che alla fine ti stia proprio davanti

5. Ringrazia il genio per essere venuto e con delicatezza e gentilezza prendi la sua testa, alzata e mettila al posto della tua, sulle tue spalle. Poi, sempre con delicatezza, entra nel corpo del genio e allinea il tuo corpo al suo

6. Adesso guardati attorno e descrivi il posto con gli occhi del genio, percepisci le sensazioni con il corpo del genio. E’ cambiato qualcosa? Ci sono cose che prima vedevi ed ora non vedi più, o viceversa? Ci sono differenze nelle percezioni e sensazioni?

7. Ora per un po’ senti e ragiona come il genio: descrivi quello che provi, le idee che ti saltano in testa, le percezioni, le sensazioni, le intuizioni… stai attento anche alla postura, a come il genio si muove, ai suoi gesti, al modo di osservare e di parlare, insomma diventa il genio e vivi lo speciale talento che ti interessa.

8. Se te la senti (e ne hai la possibilità) puoi aprire gli occhi e metterti a fare delle azioni così come le farebbe il genio: scrivi se vuoi scrivere, dipingi se vuoi dipingere, fai i conti se vuoi fare conti. Altrimenti, resta seduto e cerca nella mente del genio quelle particolari idee o illuminazioni che ha avuto per diventare quello che è diventato; in caso, apri gli occhi e prendi nota di queste cose sempre ragionando con la testa del genio e sempre percependo con il suo corpo

9. Quando hai finito, rimettiti seduto ad occhi chiusi (se non lo sei già) e ritorna in quel luogo meraviglioso dove stavi all inizio. Esci dal corpo del genio, con gentilezza; rimetti la sua testa al suo posto e ringrazialo di cuore per averti permesso di essere lui. Salutalo e guardalo mentre si allontana sorridendo. Dal momento che sai che lo potrai reincontrare quando vorrai, sorridi anche tu e apri gli occhi.

… bene, ora posso dirti solo “prova!” Come dicevo, è una tecnica divertente, da fare senza impegno e senza  grandi aspettative, prendendola come un gioco. Se poi ti cambia la vita e ti migliora, beh, non prendertela con me ;-)

Namaste


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