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Posts Tagged ‘pensiero negativo’

Louise Hay – Guarisci il tuo corpo

Posted by Uroboro su ottobre 6, 2008

Quando si parla di pensiero negativo e pensiero positivo, dei problemi che il primo ci può causare e di come il secondo li può risolvere, è difficile non pensare a Louise L. Hay, che certo non è stata la prima ad intuire come il pensiero negativo influisca sul fisico e sia una delle cause principali delle malattie ma di certo è stata tra i primi a utilizzare il pensiero positivo come forma terapeutica, e con tutta una serie di successi che fa riflettere anche i più scettici.

Il principio di base su cui si basa il libro (con CD audio) “Guarisci il tuo corpo” è appunto che le malattie hanno una causa psicosomatica e sono causate da pensieri e atteggiamenti negativi che ci portiamo dietro senza rendercene conto e finchè noi non ci liberiamo di questi possiamo anche guarire ma siamo poi esposti ad una ricaduta della malattia (e al rischio che questa alla fine diventi cronica). La buona notizia è che così come sono stati i nostri pensieri ed atteggiamenti negativi a crearle, così noi possiamo modificare atteggiamenti e pensieri e arrivare alla guarigione.

Il Cd audio comprende due diverse sedute guidate: c’è una introduzione -necessaria per una comprensione generale dell’argomento, c’è l’induzione di uno stato di rilassamento che utilizza anche tecniche di visualizzazione oltre al rilassamento fisico e una vera e propria seduta di guarigione basata sul perdono e sulla comprensione, una seduta che non è legata ad un determinato disturbo ma può essere utilizzata praticamente per ogni tipo di malattia.

Il libro non ha pressochè nulla di teorico ed è fondamentalmente un manuale in cui a partire dalla malattia viene indicato il probabile pensiero o atteggiamento negativo che ne è la causa e il corrispondente pensiero e atteggiamento positivo da adottare per guarire. Molto bello, soprattutto molto efficace perchè anche solo leggendolo possiamo avere un’idea più chiara del perchè abbiamo una data malattia o un dato disturbo.

Per quanto mi riguarda, conosco e ho già avuto modo di sperimentare le tecniche di Louise Hay già da quando circolavano su audiocassetta, per questo mi sento di consigliare vivamente questo libro  -e di raccomandare soprattutto l’utilizzo del CD audio…

Per saperne di più: Luise Hay (Wikipedia);  il suo sito ufficiale; libri in commercio in Italia: Louise Hay

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Ancora su come risolvere il pensiero negativo

Posted by Uroboro su settembre 29, 2008

Prendo spunto da un commento lasciato da Samia ad un articolo di Remez Sasson e metto qui parte della risposta che le ho inviato perchè magari potrebbe essere utile a qualcun altro.

Samia ha scritto:

Salve credo d aver bisogno d qualke consiglio come possiamo trovare una pace interiore ke non sia apparente e momentanea?
spostare i pensieri non serve poi tornano, ...


Trovare una pace interiore che non sia apparente e momentanea è una cosa che si costruisce un po’ per volta e non credo che ci sia alcuna bacchetta magica in grado di fare questo (o almeno, io non la conosco e diffido di quelli che dicono che con questa o quella tecnica in un paio d’ore ti cambi la vita.).
Il paragone che si fa di solito è quello della palestra: nessuno si illude di entrare in una palestra, fare due tre ore e poi uscirne con un fisico perfetto. Così anche per il miglioramento personale e spirituale: ci vuole tempo e un po’ di costanza (quest’ultima può sembrare a qualcuno uno scoglio tremendo, ma va anche detto che andando avanti anche un passetto alla volta questa è una cosa che poi si mette a posto quasi da sola)

Inoltre uno degli errori fondamentali che è facile fare è quello di voler risolvere le cose non solo subito ma anche tutte assieme, cosa che sarebbe anche bella ma non credo fattibile: ho trovato che -almeno per me- è più utile lavorare sopra un singolo pensiero/atteggiamento negativo alla volta, altrimenti si resta bloccati da una valanga di cose tutte assieme, non si risolve niente, ci si demoralizza, si lascia perdere e si continua a vivere una vita di quieta disperazione, come diceva Thoreau.

Magari per incominciare a lavorare dai un’occhiata al post sul pensiero negativo 2, che potrebbe essere una base di partenza per individuare quali sono gli ostacoli che trovi più di frequente o quelli che ti pesano di più e incominciare a lavorare su quelli, uno alla volta.

Meglio ancora, potresti utilizzare EFT (trovi il link al manuale nel post su EFT) perchè oltre alle questioni fisiche/emotive EFT può essere utilizzato anche per eliminare atteggiamenti, pensieri, comportamenti negativi: nella seconda parte del manuale Gary Craig spiega appunto come utilizzare EFT per tutta una serie di atteggiamenti negativi e anche per gli episodi traumatici su cui questi atteggiamenti si possono reggere. La tecnica è piuttosto semplice, l’unico errore che si può fare è non metterla in pratica.

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Il pensiero negativo “giusto” – 2

Posted by Uroboro su settembre 26, 2008

Come dicevo nel post precedente sul pensiero negativo “giusto”, ecco una tecnica per individuarlo e contrastarlo.

Per una settimana, presta attenzione e prendi nota (su un quaderno, notes o altro) di quei pensieri che riconosci subito come negativi e anche di quelli che ti sembrano perfettamente normali ed accettabili e che si presentano come verità incontestabili ed assolute. Ovviamente, non è possibile prestare attenzione e prendere nota di tutti i pensieri che ti passano per la testa: prendi nota di quelli che ti accorgi che ricorrono più di frequente, di quelli  che hanno una maggiore carica emotiva oppure di quelli che semplicemente senti opportuno riportare (fidati delle tue sensazioni). Riporta qualsiasi cosa possa avere un concetto di limitazione nei tuoi confronti, non importa quanto “giusto” possa sembrare.

Alla fine della settimana, guarda le note che hai preso e guarda se ci sono pensieri diversi che possono essere raccolti insieme (quelli che hanno uno stesso soggetto, ad esempio; quelli che ripetono in forma diversa lo stesso conceto; quelli che hanno a che fare con la stessa cosa o la stessa persona):  può darsi che tu ti accorga che non sono poi molti, e che è solo la forma in cui si presentano quella che cambia -e spesso neanche di tanto.

Ora, come dicevo la maggior parte di questi pensieri non nasce da noi, ma ha fonti esterne: l’educazione ricevuta, l’ambiente e la cultura in cui uno vive e lavora, la televisione, i giornali, i nostri superiori o i nostri professori, tutte le cose insomma che per un motivo o per l’altro possono avere o hanno avuto una qualche influenza su di noi.

Prendi quindi il primo pensiero (o quello da cui ti sembra più opportuno cominciare) e riflettici un po’ sopra. Fattidomande del tipo: da quanto tempo ho questo pensiero? dove’è che l’ho imparato? chi è che diceva (o dice) così? chi è che si comportava o faceva azioni in base a questo pensiero? l’ ho trovato in qualche libro? e via dicendo, cercando di recuperare più informazioni possibili su quale può essere la fonte originale di quel pensiero. Se non trovi niente, puoi provare con qualche tecnica come quella del DEAM di Win Wenger o altre tecniche a scelta ma se non trovi ancora niente, non preoccuparti e passa alla fase successiva.

Per ogni pensiero negativo trovato, prendi una pagina bianca intera e adopera la tecnica di brain storming da soli come indicato in un altro post (vedi). Sostituisci l’elemento “fare” con questi due: “cosa mi può succedere se questo pensiero sparisce”, “che cosa comporta nella mia vita mantenere questo pensiero”.

Mi raccomando, sii impietoso, prendi nota di tutte ma proprio tutte le cose che ti saltano in testa, non importa quanto sciocche, improbabili, assurde ti possano sembrare.  Non dare niente per scontato e non “dimenticarti” di scrivere le cose di cui ti vergogni, quelle che non diresti neanche a un prete: quei fogli servono a te, è roba tua, non c’è bisogno che li legga nessun altro -e dopo puoi sempre distruggerli o bruciarli se hai paura che qualcun altro li possa vedere.

Bene, dopo un lavoro del genere non è che quel pensiero sparisca del tutto o non si faccia più vivo, magari può anche capitare ma non è questo lo scopo; la cosa importante è invece che quel pensiero avrà sempre meno influenza su di te perchè quando ti passa per la testa non l’accetterai in modo automatico, avrai una maggiore conoscenza sulla sua provenienza, su quello che comporta quel pensiero nella tua vita e quindi potrai, in tua piena volontà: non badarci oppure sostituirlo con successo con un pensiero positivo oppure anche utilizzarlo  tuo piacere, in piena coscienza e consapevolezza.

Ti assicuro che “vincere” un pensiero negativo che uno si porta dietro magari da anni è sempre una gioia e una vera crescita. E ogni volta che hai terminato il lavoro su un singolo pensiero, non dimenticare di fare i complimenti a te stesso per il nuovo passo in avanti che hai fatto sulla strada del dominio della tua mente.

In bocca al lupo.

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