Il Potere che è in Te

consigli per il miglioramento personale e la crescita spirituale

La meditazione verso l’esterno

Posted by Uroboro su settembre 14, 2008

Durante la meditazione, specialmente le prime volte, sembra quasi impossibile non essere sopraffatti dalla valanga di pensieri che la nostra mente ci propone, da quel rincorrersi di immagini, considerazioni, pensieri, spesso senza legame fra di loro o senza alcuna logica, quelle mille voci che formano il dialogo interiore e che non riusciamo a controllare.

Concentrarsi su qualcosa (un’immagine, un oggetto, la fiamma di una candela, il respiro, ecc.) ci sembra un’impresa impossibile e spesso siamo lì lì per gettare la spugna, smettere e magari mettersi a pensare che la meditazione è troppo difficile per noi, che non ce la faremo mai, e via di questo passo con pensieri che definire solo negativi è poco…

Se per caso questo capita anche  te, ecco una meditazione che può essere veramente utile anche se sembra stravolgere l’idea della meditazione come un’attività interiore di riflessione, introspezione, concentrazione., infatti si tratta di concentrarsi sulla realtà esterna, o meglio sui segnali che ci provengono da essa.  Non mi ricordo dove l’ho imparata, mi sembra da un libro di Sogyal Rinpoche ma non ci metterei la mano sul fuoco. Provala.

  • Trovati un posto dove sai che non sarai disturbato per il tempo che hi deciso di dedicare alla meditazione.
  • Siediti comodo con la schiena dorsale dritta. Chiudi gli occhi, pratica un po’ di respirazione ritmica (se la sai fare, se no fai un po’ di respiri lunghi e profondi) e rilassa il tuo corpo, lascialo andare.
  • Fai silenzio nella mente e osserva i pensieri che vanno e vengono assumendo l’atteggiamento del testimone, cioè come se fossero cose non tue. Non fermarti su uno di questi, non esaminarli. Osservali e lasciali andare.
  • Sposta la tua attenzione verso i rumori che provengono dall’esterno (per quanto tu abbia scelto un luogo tranquillo, è estremamente difficile che sia completamente silenzioso) di qualunque genere siano, dalla machina che passa al ticchettio dell’orologio, a un cane che abbaia lontano, al canto di un uccello insomma a qualsiasi -ripeto, qualsiasi- suono tu possa percepire.
  • Non pensare o riflettere su questi suoni, non fermartici sopra: semplicemente prendine atto, come testimone. Forse la mente incomincerà ad attaccarsi a questi suoni, collegandoci pensieri e giudizi. Non preoccuparti. Continua ad ascoltare, con attenzione e distacco allo stesso tempo.
  • Presta attenzione alle altre percezioni che puoi avere dall’esterno: gli odori, l’aria o il vento sulla tua pelle, cose del genere.
  • Dopo un po’ ti accorgerai che la mente si calmerà e i pensieri incominceranno a diradarsi e ad essere meno invadenti. Continua ad ascoltare e a percepire. Non fare nient’altro, non aspettarti niente.
  • Quando ti senti a posto oppure quando hai finito il tempo che hai deciso di dedicare alla meditazione, rimetti l’attenzione su te stesso e apri gli occhi.

Questa meditazione è molto efficace, non necessita di posture o accorgimenti particolari e si può praticare dovunque. Una delle cose che mi è capitato nel farla (e non è capitato solo a me, per questo mi permetto di dirlo) è che dopo un po’ mentre la mente si calma e i pensieri perdono forza, ho sentito un forte senso di comunanza con l’ambiente attorno a me, un aumento delle percezioni e della conspevolezza essere parte del tutto o comunque parte di un qualcosa di più grande del mio corpo e del mio ego.

Il fatto è che portare l’attenzione all’esterno in questo modo, limitando l’interferenza della mente e dell’ego, ci fa espandere verso le cose che percepiamo e in questo modo entriamo in un contatto più profondo col mondo circostante. Più tecnicamente, il nostro campo energetico si allarga e le vibrazioni si armonizzano con quelle del mondo esterno a noi. Stupendo quando si pratica all’aria aperta, in un bosco o in un prato, dove i suoni che senti sono solo quelli della natura e dove senti l’aria, il calore del sole, il vento…

Comunque anche per questo motivo, e cioè che in  questa meditazione è facile perdere il contatto col proprio corpo, ti consiglio quando hai finito di massaggiarti o di fare un po’di movimenti (collo, spalle, braccia, ecc.) per rimettere in moto l’energia.

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