Il Potere che è in Te

consigli per il miglioramento personale e la crescita spirituale

Ancora su sviluppare forza di volontà ed autodisciplina

Posted by Uroboro su marzo 1, 2009

In un commento all’articolo di Remez Sasson Svilluppare forza di volontà e autodisciplina, una lettrice mi parla del problema dell’autoindulgenza e dice: “…purtroppo per me l’autodisciplina è in alcuni momenti un’impresa difficilissima, sebbene abbia in alcune situazioni, grazie all’autodisciplina, ottenuto grandi risultati, ma purtroppo sono a volte molto incostante, autoindulgente e autocompiacente …”.
Voglio riportare parte della risposta che ho inviato perchè forse potrebbe essere utile anche a qualcun altro

“…

Provo a rispondere sulla questione dell’autoindulgenza. Io credo che il problema dell’autodindulgenza consista nel fatto che spesso viene vista come un comportamento (o un atteggiamento, o una condizione) a sé stante, e quindi noi affrontiamo l’autoindulgenza in quanto tale, come una singola negatività  a sè stante, slegata dal contesto generale.Spesso però l’autoindulgenza non è altro che uno degli aspetti della nostra resistenza al cambiamento.

Cerco di spiegarmi: intraprendere una qualsiasi attività di miglioramento comporta (ovviamente, altrimenti non sarebbe miglioramento!) il cambiare idee, atteggiamenti, comportamenti ed abitudini. C’è però una parte di noi che NON vuole cambiare, che vede il cambiamento come una minaccia e quindi crea una resistenza al cambiamento -resistenza spesso inconscia ma sempre presente quando vogliamo cambiare qualcosa in noi. Che cosa sia questa parte di noi che non vuole cambiare  non ha importanza, il discorso sarebbe lungo e piuttosto complesso, così come lungo e complesso sarebbe il discorso sulle varie forme che può assumere questa resistenza.

Comunque, l’autoindulgenza è una di queste forme di resistenza e se noi non capiamo questa cosa rischiamo di affrontare il problema sbagliato, cioè di combattere l’effetto (l’autoindulgenza) e non la vera causa (la resistenza). Finchè non capiamo cosa c’è dietro l’autoindulgenza, proveremo a combatterla con la repressione, lo sforzo, l’autoimposizione pesante e forzosa di regole e comportamenti, tutte cose che comunque nella stragrande maggioranza dei casi sono destinate a fallire.

Quando l’autoindulgenza è resistenza al cambiamento, la cosa migliore è gestire il cambiamento, rafforzare il cambiamento. Alcuni personalissimi consigli che possono essere utili in qualsiasi attività di cambiamento o miglioramento personale e che aiutano ad affrontare le resistenze (autoindulgenza compresa):

  1. affronta una cosa alla volta: con tutti i nostri difetti, con tutte le cose che vogliamo cambiare è facile perdersi e non arrivare da nessuna parte. Scegliti uno specifico obiettivo (es. portare a termine un esercizio) e lavora su quello finchè non senti di essere a posto su quella cosa specifica (ma stai attenta al punto 2)
  2. scegli almeno all’inizio obiettivi anche minimi ma raggiungibili: non partire subito con grandi obiettivi tipo “voglio fare meditazione 3 ore al giorno, dalle 5 alle 8 di mattina”,”voglio dimagrire di 25 chili”, “voglio essere capace di amare l’intero universo” o roba del genere. Sii onesta e pratica:  una sola anche minima vittoria sulle nostre abitudini o un solo anche infinitesimale cambiamento nel nostro modo di agire o di pensare ha infinitamente più valore di centinaia di grandi tentativi mai portati a termine. Raggiungere piccoli obiettivi è comunque cambiare, e la velocità del cambiamento (e la sua potenza) aumenta col numero di obiettivi raggiunti, o meglio col numero di vittorie che hai ottenuto sulla tua resistenza al cambiamento. E’ esponenziale: più vittorie hai (proprio in termini numerici) più sarai in grado di affrontare grandi problemi e raggiungere grandi obiettivi.
  3. prendi la cosa come un gioco con te stessa, felicitati delle tue vittorie e ridi delle tue sconfitte;  può essere utile tenere un “diario di bordo” su quello che fai e su come sono andate le cose: prendi nota delle vittorie ottenute, scrivile descrivendo anche le tue emozioni, cosa hai sentito e provato nel momento in cui hai sentito di aver raggiunto l’obiettivo che ti eri proposta e ogni tanto rileggi queste tue vittorie. Non indulgere su sconfitte o considerazioni negative: se vuoi scrivere anche queste, trattale con distacco, come riguardassero un’altra persona e soprattutto assicurati di mettere in evidenza il fatto che comunque sono solo temporanee e che le supererai. Tenere un diario di bordo è anche utile perchè diventa un po’ la bandiera che non ti permette di dimenticare che sei sulla strada del cambiamento e che STAI cambiando; tieni conto però che un diario non deve diventare un obbligo: scrivici solo quando hai voglia, considera un gioco anche questo, senza problemi.

…”

Certo ci possono essere altri modi di affrontare la resistenza al cambiamento e le sue manifestazioni (ad es. tecniche di affermazioni o EFT o altro ancora) ma quanto detto sopra secondo me ha un valore generale, e viene prima dell’applicazione di questa o quella tecnica

6 Risposte to “Ancora su sviluppare forza di volontà ed autodisciplina”

  1. Luigi said

    Molto interssante e ben scritto.Grazie.

  2. Alessia said

    salve! ho appena trovato questo sito ed è proprio ciò che faceva al caso mio ^^
    Ho deciso di incominciare sin da ora a sviluppare la mia forza di volontà,prefiggendomi degli obbiettivi.
    L’articolo è molto utle ed interessante. Grazie per i consigli.

  3. Michele said

    Ciao.
    In primis complimenti per il nick: uroboro, tema che mi è caro per tutto un sottobosco mental/filosofico in cui circuitano Nietzsche, indipendenza morale, continuità…
    E poi a dirla breve era il nick che usavo fino a tre anni fa.
    Quello era un periodo fantastico, ero veramente dominatore di me stesso.
    Volontà di ferro. Se decidevo di rompere una parete di calcestruzzo a testate potevo anche spaccarmi la testa e schizzare meningi in ognidove, ma alla fine rompevo la parete. Il fine giustifica il dolore, e il sacrificio deifica.

    Non so cosa mi ha fatto cadere dalla scalata del training autogeno, ma voglio riconquistarlo. Dato che ci sono già passato e conosco molto bene i vari stati d’animo pretendo di accelerare il ritorno.

    La domanda è: conoscete un qualche libro a riguardo? Tale Remez Sasson sembrerebbe perfetto: quanto ha scritto era quanto mi era consueto in quel periodo, ma ora…Il fatto è che non mi risulta che sia pubblicato alcun libro dal tizio in questione.

    Saluti.

    P.s.
    la mente domina

  4. Davide said

    Interessante questo blog! Credo che la pazienza alla fine sia ripagata e che valga la pena di “tenere duro”. Inaspettatamente ho notate che molt persone si interessano a queste tematiche. Date un’occhiata a questo blog ad esempio:http://autodisciplina-marco.blogspot.com/

  5. Von Calypso said

    ho qualche dubbio sul terzo punto dei consigli… ovvero prenderla come un gioco. Capisco bene il messaggio tra le righe perchè io stessa sono insofferente alle pressioni e trovo assurdo farmele da sola…ma come tu stesso suggerisci al primo punto….occorre ogni giorno fare un passettino al di fuori della nostra zona di comfort…in direzione dei nostri obiettivi, di come vorremmo la nostra vita.
    Io sto intraprendendo un percorso mio abbastanza serrato di cambiamento dopo 6 anni di depressione e blocco. Non sto qui a raccontare i perchè e i percome ma il mio problema principale è appunto mantenere una costanza e il primo cambiamento che voglio fare è quello di cambiare il mio ritmo circadiano…da notturno a diurno.

    A monte però credo che il diario personale sia fondamentale…e sia fondamentale introdurre questa abitudine tutti i giorni…senza sgarro perchè almeno inizialmente aiuta moltissimo a mantenere il focus. Il mio lo compilo ogni giorno al mattino e alla sera. Alla sera però compilo anche la “to do list” del giorno seguente e anche il mio premio…ogni giorno cerco di impormi (e non sempre ci riesco per il problemino del ritmo circadiano) di fare comunque più cose possibili e fattibili (per esempio certi lavori in casa che prevedono trapanature nel muro dopo una certa non le posso più fare).

    Il segreto per non mettersi pressione è cercare di essere costanti ma rispettare al contempo i propri ritmi…col tempo si impara a conoscerli e questa non è una scusa per rimandare e procrastinare…ma per evitare quel fastidioso fenomeno di up and down…che contraddistingue chi magari è rimasto bloccato per molto tempo e parte in 4 spinto dall’entusiasmo…e con l’illusione che d’ora in poi sarà sempre così. Purtroppo però la vita fa si che succedano imprevisti che ci distraggono e di li spesso si perde il focus. Soprattutto chi è rimasto fermo e chi sente di avere poche energie….improvvisamente si trova a pagare il debito di quei giorni iperattivi (gli psicologi la chiamerebbero fase maniacale)….e provano senso di colpa…per non riuscire a riprendere il ritmo…senso di delusione verso se stessi e via dicendo. A questo si accompagna demotivazione e rinuncia al progetto. Il lavoro per uscire dalla depressione e lasciarsela alle spalle definitivamente è quella di crearsi delle proprie abitudini coerenti con i propri ritmi e questo vale per tutti: tendere a fare ciò che ci piace di più….

    Buh… poi ho anche un altro metodo che sto sperimentando ma che riguarda proprio gli obiettivi personali abbastanza importanti per noi…che è il tema del mio blog, dove potete trovare anche il mio Motivational Week Planner (anche a questo link: https://dl.dropboxusercontent.com/u/29380861/Motivational%20week%20planner_Agenda%20A4.pdf)

    buh spero di essere stata utile a qualcuno… a presto…

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