Il Potere che è in Te

consigli per il miglioramento personale e la crescita spirituale

Archive for the ‘tecniche’ Category

Metodi di rilassamento rapido 2: Visualizzazione

Posted by Uroboro su marzo 28, 2014

Questi sono metodi da utilizzare quando ci troviamo nella necessità di ridurre in fretta lo stress. Si tratta di tecniche leggere, con effetti passeggeri, però ci possono essere d’aiuto utilizzo al lavoro, durante lo studio, in viaggio (se siete in macchina, prima fermatevi!), durante una passeggiata, a casa di amici, insomma dovunque si possa avere a disposizione qualche minuto e un minimo di intimità. Per intenderci: io le utilizzo spesso al lavoro (magari andandomene in bagno…) ma anche in treno, o aspettando l’autobus e via dicendo.

Sono metodi diversi, potete usarli in diverse occasioni; alternandoli oppure potete trovare quello che va bene meglio per voi, ed utilizzare sempre quello.  Questo post riguarda il secondo metodo, quello sulla visualizzazione.

Metodo di rilassamento rapido 2 : Rilassamento attraverso la visualizzazione

Si tratta di una tecnica semplice per rilassarsi e diminuire uno stato di ansia, molto efficace per chi pratica già la visualizzazione e un buona partenza per chi invece non la pratica.

Si tratta di immaginare o ricordare  luoghi e/o situazioni che evocano tranquillità e rilassamento. Se qualcuno crede di non essere capace di visualizzare, chiuda gli occhi e pensi alla porta di casa o alla camera da letto o alla televisione o altre cose di uso comune; se ha una immagine, per quanto imprecisa e sbiadita, di quella cosa, vuole dire che è perfettamente in grado di visualizzare. Inoltre, la visualizzazione come tecnica non consiste unicamente nel “vedere” ma più in generale sul “sentire”, cioè associare immagini a percezioni, emozioni e stati d’animo.

Pratica

  • mettetevi comodi, fate tre respiri lenti e profondi e chiudete lentamente gli occhi.
  • immaginate un luogo, uno scenario, una qualsiasi esperienza che evochi tranquillità e rilassamento (non ha importanza che si tratti di cose reali oppure no, può trattarsi di ricordi di qualcosa di vissuto o conosciuto oppure può essere una situazione immaginaria o di fantasia, l’importante è che vi faccia sentire bene e produca sensazioni gradevoli).
  • cercate di non inserire nell’immagine altre persone, perché ci potrebbe essere un coinvolgimento emozionale e relazionale che ostacola il rilassamento
  • almeno all’inizio, non sforzatevi di immaginare tutti i particolari dell’immagine o di analizzare a fondo percezioni, emozioni, ecc.: la cosa importante è come vi fa sentire la visualizzazione nel suo complesso
  • l’immagine non deve essere statica, ma deve far parte di qualcosa in movimento (ad esempio c’è chi immagina di camminare in un bosco, chi di accarezzare un gatto, chi di stare a guardare il mare, ecc.)
  • cercate di incorporare all’immagine altri sensi: immaginate odori, suoni, percezioni tattili, anche sapori se fanno parte dell’immagine (ad esempio mangiare una torta…). Ad esempio, se immaginate di camminare in un bosco in montagna, notate il canto degli uccelli, il sole tra i rami, il profumo dei fiori, il colore delle foglie, la sensazione della brezza sul viso ecc. ecc.
  • procedete concentrandovi sulle sensazioni ed emozioni piacevoli
  • quando vi sentite a posto e completamente rilassati, dite a voi stessi che è tempo di finire, prestate attenzione a quello che sentite nel mondo reale (la vostra posizione sulla sedia o sul letto, i rumori nella stanza o all’esterno, …) e aprite lentamente gli occhi

Se la visualizzazione è stata intensa e profonda, può capitare di sentirsi un po’ spaesati: in questo caso guardatevi attorno e osservate bene l’ambiente fisico nel quale vi trovate, toccate oggetti prestando attenzione al fatto che siano lisci, ruvidi, caldi, freddi, ecc. In breve tempo dovreste sentirvi completamente a vostro agio.

Annunci

Posted in rilassamento, tecniche | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Vivere nel presente – Dai un nome alle cose

Posted by Uroboro su maggio 4, 2009

Vivere nell’Adesso, nel momento presente sembra una cosa ovvia ma in realtà non è così semplice come sembra. Ed è invece realmente importante, perchè la nostra vita è qui, ora, nel presente, non nel futuro o nel passato. Come diceva non mi ricordo più chi, “La vita è quella cosa che ci capita addosso quando siamo impegnati a fare altre cose”.

Mi permetto allora di dare qualche suggerimento in merito: si tratta di semplici esercizi, da mettere in pratica quando e come si preferisce. Sono semplici, ma potenti, chiunque può farli senza alcun impegno, e aiutano veramente a rimettere l’attenzione su quello che siamo qui ora ed adesso, ci aiutano insomma a riscoprire la vita proprio nel momento in cui stiamo vivendo.

Esercizio 1 – Dai un nome alle cose

Questo esercizio è il più semplice di tutti. Può essere fatto dovunque e in qualunque occasione.

Con calma e tranquillità, decidi di fare l’esercizio e fermati, smetti di fare quello che stavi facendo.

Fai qualche respirazione profonda e guardati attorno. Guarda le cose, per quello che sono e come si presentano.

Guarda ogni singola cosa, ogni oggetto, pianta, animale, persona, immagine, insomma qualsiasi cosa ti capiti di vedere e dalle un nome. Non fermarti su questa cosa o quell’altra. Se ti viene in mente qualcosa di importante, di’ a te stesso che ci tornerai dopo, passa alla prossima cosa che vedi e dalle un nome.

Continua così per un paio di minuti o anche più, se ti va, e poi ritorna a fare quello che stavi facendo prima.

Probabilmente noterai che la tua mente è più fresca e presente.  Che cosa è successo? Semplicemente, hai ripreso contatto con l’universo attorno a te, mettendo l’attenzione sull’ambiente sul quale non avevi.

Questo esercizio rientra in quegli esercizi che portano a percepire la realtà per quello che è senza passare per i filtri della nostra mente. Quando ti fermi e guardi attorno a te in genere la mente può fare due cose: o continuare a pensare a quello che stavi facendo (e quindi in realtà non ti sei fermato e la tua attenzione continua ad essere sulla tua attività) oppure rovesciarti addosso una serie di pensieri  dei più svariati tipi e sui più svariati argomenti che ugualmente ti distraggono dalla percezione corretta della realtà.

Dare un nome alle cose significa concentrarsi sul singolo oggetto che fa parte della realtà esterna e iquesto n qualche modo far star zitta la tua mente e il suo incessante chiacchierare. Non è una cosa da poco. Questo esercizio infatti, se praticato regolarmente e con costanza, può diventare una forma di meditazione alquanto potente.

Non mi ricordo dove o da chi ho imparato quest’esercizio, mi dispiace di non poter dare indicazioni precise. Comunque, per saperne di più sulla questione del tempo presente, puoi vedere questo post e l’articolo di Remez Sasson.

Posted in tecniche, Vivere nel presente - esercizi | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | 4 Comments »

Ancora su sviluppare forza di volontà ed autodisciplina

Posted by Uroboro su marzo 1, 2009

In un commento all’articolo di Remez Sasson Svilluppare forza di volontà e autodisciplina, una lettrice mi parla del problema dell’autoindulgenza e dice: “…purtroppo per me l’autodisciplina è in alcuni momenti un’impresa difficilissima, sebbene abbia in alcune situazioni, grazie all’autodisciplina, ottenuto grandi risultati, ma purtroppo sono a volte molto incostante, autoindulgente e autocompiacente …”.
Voglio riportare parte della risposta che ho inviato perchè forse potrebbe essere utile anche a qualcun altro

“…

Provo a rispondere sulla questione dell’autoindulgenza. Io credo che il problema dell’autodindulgenza consista nel fatto che spesso viene vista come un comportamento (o un atteggiamento, o una condizione) a sé stante, e quindi noi affrontiamo l’autoindulgenza in quanto tale, come una singola negatività  a sè stante, slegata dal contesto generale.Spesso però l’autoindulgenza non è altro che uno degli aspetti della nostra resistenza al cambiamento.

Cerco di spiegarmi: intraprendere una qualsiasi attività di miglioramento comporta (ovviamente, altrimenti non sarebbe miglioramento!) il cambiare idee, atteggiamenti, comportamenti ed abitudini. C’è però una parte di noi che NON vuole cambiare, che vede il cambiamento come una minaccia e quindi crea una resistenza al cambiamento -resistenza spesso inconscia ma sempre presente quando vogliamo cambiare qualcosa in noi. Che cosa sia questa parte di noi che non vuole cambiare  non ha importanza, il discorso sarebbe lungo e piuttosto complesso, così come lungo e complesso sarebbe il discorso sulle varie forme che può assumere questa resistenza.

Comunque, l’autoindulgenza è una di queste forme di resistenza e se noi non capiamo questa cosa rischiamo di affrontare il problema sbagliato, cioè di combattere l’effetto (l’autoindulgenza) e non la vera causa (la resistenza). Finchè non capiamo cosa c’è dietro l’autoindulgenza, proveremo a combatterla con la repressione, lo sforzo, l’autoimposizione pesante e forzosa di regole e comportamenti, tutte cose che comunque nella stragrande maggioranza dei casi sono destinate a fallire.

Quando l’autoindulgenza è resistenza al cambiamento, la cosa migliore è gestire il cambiamento, rafforzare il cambiamento. Alcuni personalissimi consigli che possono essere utili in qualsiasi attività di cambiamento o miglioramento personale e che aiutano ad affrontare le resistenze (autoindulgenza compresa):

  1. affronta una cosa alla volta: con tutti i nostri difetti, con tutte le cose che vogliamo cambiare è facile perdersi e non arrivare da nessuna parte. Scegliti uno specifico obiettivo (es. portare a termine un esercizio) e lavora su quello finchè non senti di essere a posto su quella cosa specifica (ma stai attenta al punto 2)
  2. scegli almeno all’inizio obiettivi anche minimi ma raggiungibili: non partire subito con grandi obiettivi tipo “voglio fare meditazione 3 ore al giorno, dalle 5 alle 8 di mattina”,”voglio dimagrire di 25 chili”, “voglio essere capace di amare l’intero universo” o roba del genere. Sii onesta e pratica:  una sola anche minima vittoria sulle nostre abitudini o un solo anche infinitesimale cambiamento nel nostro modo di agire o di pensare ha infinitamente più valore di centinaia di grandi tentativi mai portati a termine. Raggiungere piccoli obiettivi è comunque cambiare, e la velocità del cambiamento (e la sua potenza) aumenta col numero di obiettivi raggiunti, o meglio col numero di vittorie che hai ottenuto sulla tua resistenza al cambiamento. E’ esponenziale: più vittorie hai (proprio in termini numerici) più sarai in grado di affrontare grandi problemi e raggiungere grandi obiettivi.
  3. prendi la cosa come un gioco con te stessa, felicitati delle tue vittorie e ridi delle tue sconfitte;  può essere utile tenere un “diario di bordo” su quello che fai e su come sono andate le cose: prendi nota delle vittorie ottenute, scrivile descrivendo anche le tue emozioni, cosa hai sentito e provato nel momento in cui hai sentito di aver raggiunto l’obiettivo che ti eri proposta e ogni tanto rileggi queste tue vittorie. Non indulgere su sconfitte o considerazioni negative: se vuoi scrivere anche queste, trattale con distacco, come riguardassero un’altra persona e soprattutto assicurati di mettere in evidenza il fatto che comunque sono solo temporanee e che le supererai. Tenere un diario di bordo è anche utile perchè diventa un po’ la bandiera che non ti permette di dimenticare che sei sulla strada del cambiamento e che STAI cambiando; tieni conto però che un diario non deve diventare un obbligo: scrivici solo quando hai voglia, considera un gioco anche questo, senza problemi.

…”

Certo ci possono essere altri modi di affrontare la resistenza al cambiamento e le sue manifestazioni (ad es. tecniche di affermazioni o EFT o altro ancora) ma quanto detto sopra secondo me ha un valore generale, e viene prima dell’applicazione di questa o quella tecnica

Posted in miglioramento personale, tecniche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | 6 Comments »