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Il pensiero negativo “giusto” – 2

Posted by Uroboro su settembre 26, 2008

Come dicevo nel post precedente sul pensiero negativo “giusto”, ecco una tecnica per individuarlo e contrastarlo.

Per una settimana, presta attenzione e prendi nota (su un quaderno, notes o altro) di quei pensieri che riconosci subito come negativi e anche di quelli che ti sembrano perfettamente normali ed accettabili e che si presentano come verità incontestabili ed assolute. Ovviamente, non è possibile prestare attenzione e prendere nota di tutti i pensieri che ti passano per la testa: prendi nota di quelli che ti accorgi che ricorrono più di frequente, di quelli  che hanno una maggiore carica emotiva oppure di quelli che semplicemente senti opportuno riportare (fidati delle tue sensazioni). Riporta qualsiasi cosa possa avere un concetto di limitazione nei tuoi confronti, non importa quanto “giusto” possa sembrare.

Alla fine della settimana, guarda le note che hai preso e guarda se ci sono pensieri diversi che possono essere raccolti insieme (quelli che hanno uno stesso soggetto, ad esempio; quelli che ripetono in forma diversa lo stesso conceto; quelli che hanno a che fare con la stessa cosa o la stessa persona):  può darsi che tu ti accorga che non sono poi molti, e che è solo la forma in cui si presentano quella che cambia -e spesso neanche di tanto.

Ora, come dicevo la maggior parte di questi pensieri non nasce da noi, ma ha fonti esterne: l’educazione ricevuta, l’ambiente e la cultura in cui uno vive e lavora, la televisione, i giornali, i nostri superiori o i nostri professori, tutte le cose insomma che per un motivo o per l’altro possono avere o hanno avuto una qualche influenza su di noi.

Prendi quindi il primo pensiero (o quello da cui ti sembra più opportuno cominciare) e riflettici un po’ sopra. Fattidomande del tipo: da quanto tempo ho questo pensiero? dove’è che l’ho imparato? chi è che diceva (o dice) così? chi è che si comportava o faceva azioni in base a questo pensiero? l’ ho trovato in qualche libro? e via dicendo, cercando di recuperare più informazioni possibili su quale può essere la fonte originale di quel pensiero. Se non trovi niente, puoi provare con qualche tecnica come quella del DEAM di Win Wenger o altre tecniche a scelta ma se non trovi ancora niente, non preoccuparti e passa alla fase successiva.

Per ogni pensiero negativo trovato, prendi una pagina bianca intera e adopera la tecnica di brain storming da soli come indicato in un altro post (vedi). Sostituisci l’elemento “fare” con questi due: “cosa mi può succedere se questo pensiero sparisce”, “che cosa comporta nella mia vita mantenere questo pensiero”.

Mi raccomando, sii impietoso, prendi nota di tutte ma proprio tutte le cose che ti saltano in testa, non importa quanto sciocche, improbabili, assurde ti possano sembrare.  Non dare niente per scontato e non “dimenticarti” di scrivere le cose di cui ti vergogni, quelle che non diresti neanche a un prete: quei fogli servono a te, è roba tua, non c’è bisogno che li legga nessun altro -e dopo puoi sempre distruggerli o bruciarli se hai paura che qualcun altro li possa vedere.

Bene, dopo un lavoro del genere non è che quel pensiero sparisca del tutto o non si faccia più vivo, magari può anche capitare ma non è questo lo scopo; la cosa importante è invece che quel pensiero avrà sempre meno influenza su di te perchè quando ti passa per la testa non l’accetterai in modo automatico, avrai una maggiore conoscenza sulla sua provenienza, su quello che comporta quel pensiero nella tua vita e quindi potrai, in tua piena volontà: non badarci oppure sostituirlo con successo con un pensiero positivo oppure anche utilizzarlo  tuo piacere, in piena coscienza e consapevolezza.

Ti assicuro che “vincere” un pensiero negativo che uno si porta dietro magari da anni è sempre una gioia e una vera crescita. E ogni volta che hai terminato il lavoro su un singolo pensiero, non dimenticare di fare i complimenti a te stesso per il nuovo passo in avanti che hai fatto sulla strada del dominio della tua mente.

In bocca al lupo.

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Libri sul linguaggio del corpo: What Every Body Is Saying, di Joe Navarro

Posted by Uroboro su agosto 27, 2008

Dopo il post pubblicato sul libro “What every body is saying” di Joe Navarro (e dopo una mail arrivatami) volevo chiarire un po’ la questione: non è che io non apprezzi lo studio e la pratica del linguaggio del corpo, anzi!, è solo che molti libri sul linguaggio del corpo: a) sottovalutano l’importanza di una visione d’assieme dei segnali e delle circostanze e b) tengono poco conto -o quasi- delle differenze culturali di comportamenti e atteggiamenti (specialmente gli autori statunitensi).

E Navarro non sfugge a questa categoria. Abituato -come lui stesso dice- ad avere a che fare con delinquenti e specializzato soprattutto nel rilevare le bugie, a proposito ad esempio del passarsi la mano sul collo è piuttosto categorico e afferma che indica disagio emozionale, insicurezza, paura. Sarà anche vero, ma io al lavoro mi passo spesso la mano sul collo, solo non lo faccio per uno dei motivi indicati sopra, lo faccio soprattutto quando la mattina di fretta non sono riuscito a farmi la barba per bene e i peli mal rasati sul collo mi danno fastidio… 😉

Sull’importanza della visione d’assieme, guardiamo questa foto, presa da p. 123 del libro di Navarro. L’autore afferma che la seconda posizione è meno autoritaria e più di tipo inquisitorio (concordo), ma lo dice basandosi solo sulla posizione dei pollici… Posso anche sbagliarmi, ma secondo me contano anche quantomeno l’inclinazione del viso e l’espressione nel suo complesso.

posizione akimboPer quanto riguarda invece le differenze culturali, la più rilevante che cita Navarro è quella del modo di evitare il contatto diretto visivo che possono avere persone afro o latino americane; un po’ pochino anche se è chiaro che l’autore deve parlare della realtà che conosce e del pubblico a cui il libro è diretto.

Comunque, a parte questi difetti che sono peraltro comunissimi, il libro è fatto bene, ricco di foto e valido. Non c’è ancora -che mi risulti- una edizione italiana. Se interessa, io l’ho trovato nella sezione inglese di IBS, dove ho trovato anche un altro libro (decisamente migliore secondo me) sullo stesso argomento, e cioè “The definitive book of body language”, dei coniugi Allan e Barbara Pease, due tipi simpatici e veramente in gamba; di questo libro c’è anche una edizione italiana, penso che ne parlerò in un prossimo post.

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Linguaggio del corpo e interpretazione

Posted by Uroboro su giugno 26, 2008

su Repubblica online vengo a conoscenza della pubblicazione di un libro sul linguaggio del corpo, cioè sull’interpretazione dell’atteggiamento di tramite l’osservazione della postura e delle varie posizioni del corpo; questa interpretazione dovrebbe essere (e in genere lo è) più attendibile ed affidabile del fermarsi alla comunicazione verbale della persona. Il libro in questione si intitola “What Every Body Is Saying” e l’autore è un certo Joe Navarro, agente FBI che afferma di aver passato la vita a smascherare comportamenti altrui.

linguaggio del corpoNon ho nessun motivo di dubitare di questa affermazione -e non ho neanche avuto occasione di leggere il libro in questione, nell’articolo non viene nemmeno indicata la casa editrice- ma l’argomento non è certo una novità (personalmente ho avuto occasione di interessarmi alla cosa ancora ai tempi dell’università, a partire dal bel libro “La comunicazione non verbale”, stampato da Laterza nel 1974).

Ne approfitto comunque per un paio di riflessioni sull’argomento. La prima è che essendo appunto il linguaggio del corpo un argomento su cui c’è una ampia informazione da anni e anni, con centinaia di libri e articoli pubblicati dovunque da riviste mediche come il Lancet a riviste di divulgazione come Focus o la vecchia Domenica del Corriere, c’è un mucchio di gente che conosce la cosa e sta attenta alla propria posizione e a cosa trasmette con il corpo. Non solo: c’è chi sfrutta abilmente a proprio vantaggio questi principi quindi il rischio di essere ingannati è sempre presente. -e la cosa diventa veramente rischiosa quando si ha a che fare con qualcuno che ha fatto un corso di PNL su tecniche di seduzione o di vendita e allora noi magari crediamo di essere il gatto e non ci accorgiamo di essere il sorcio …

La seconda cosa è che spesso in questi manuali si sottovalutano le possibilità di errore dovute alle abitudini individuali di postura. Per dirne una, nei libri si insegna che una posizione seduta con le gambe una sopra l’altra indica un atteggiamento di chiusura o di apertura nei confronti delle persone che stanno di fianco: se sollevo la gamba destra indico un atteggiamento di apertura verso la persona alla mia sinistra e di chiusura verso quella alla mia destra. Facile no? però non funziona: ad esempio, gli studenti che hanno l’abitudine di prendere appunti seduti poggiando quaderno o blocco sulla gamba accavallata prenderanno l’abitudine a sollevare quella gamba piuttosto dell’altra (in genere la sinistra, perchè i mancini continuano ad essere una minoranza). Se non si tiene conto delle abitudini individuali, si rischia di prendere cantonate solenni.

Altra cosa ancora, non ho trovato un libro che colleghi linguaggio del corpo o comunicazione non verbale con la struttura e i flussi del corpo energetico: se io guardo la figura del tizio con le braccia incrociate nell’immagine qui sopra, mi viene da pensare che può sì indicare non essere a proprio agio ma nella medicina energetica questa posizione è anche vista come una naturale posizione di ricarica (le braccia conserte trattengono l’energia del corpo) e di concentrazione (le braccia conserte -come tutti gli incroci di arti- aiutano il coordinamento tra emisfero destro ed emisfero sinistro del cervello).

Quindi è certamente sacrosanto leggere e studiarsi materiali e libri sulla questione, ma bisogna stare poi attenti quando si tratta di applicare quello che si è imparato, proprio perchè gli autori tendono a sottovalutare la possibilità di errori e a presentare determinati comportamenti e posture come indicatori infallibili e assoluti.  Non illudetevi quindi di arrivare a capire cosa pensa veramente la gente usando manuali del genere, o almeno non usando solo questi manuali…

namaste

ps
se qualcuno è a conoscenza di materiali o libri che trattano il  linguaggio del corpo assieme al corpo energetico, mi farebbe molto piacere che me li comunicasse

(immagine tratta dall’articolo di Repubblica)

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